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LA REPSOL YPF IN ECUADOR E L'INQUINAMENTO PETROLIFERO DELL'AMAZZONIA
[08/03/2008 23.19.27]



La notizia emessa lo scorso 1° febbraio dalla multinazionale del petrolio ha lasciato esterrefatti tutti coloro che conoscono il Parco Nazionale Yasuní, nell’Amazzonia ecuadoriana, nel territorio ancestrale della comunità indigena Waorani. Com’è possibile che ci sia stato un travaso di petrolio in un’area protetta, dove danneggia le comunità Waorani che da migliaia di anni vivono lì?
Circa due anni fa, un conosciuto scienziato ecuadoriano, incaricato di una delle due stazioni scientifiche ubicate nello Yasuní e che ricevono benefici dalla Repsol YPF, assicurava che questa impresa opera con tecnologia d’avanguardia e che mai si era verificato nessun tipo di spargimento di petrolio nello Yasuní. Le testimonianze degli indigeni e la bibliografia esistente dimostrano però che i travasi di petrolio nello Yasuní sono iniziati nel 1993.
Si parla di più di 4.000 barili che si sono riversati non il 1°febbraio, come aveva comunicato la Repsol, ma nei giorni precedenti. L’occultamento di informazioni da parte della multinazionale viola la legge sugli idrocarburi: secondo la Costituzione ecuadoriana l’inquinamento ambientale è un delitto penale. Il Ministero delle Miniere e del Petrolio del paese ha affermato che scatteranno sanzioni economiche e che verrà portata avanti un’indagine interna. Va ricordato che le violazioni della legge sono motivo di caducità dei contratti petroliferi.
La Multinazionale non ha preso nessun tipo di misura preventiva nei confronti della popolazione locale, la quale si trova sottoposta ai rischi comportati dal contatto fisico con il petrolio e dal fatto che il travaso del grezzo ha raggiunto la fonte idrica d’approvigionamento della comunità Waorani di Dicaro, formata da 150 persone. Non le è stata neanche portata acqua sicura: la popolazione, per il momento, continua a bere acqua contaminata.
Il travaso di petrolio sta danneggiando le sorgenti del fiume Yasuní e oltre agli Waorani, i quali sono preoccupati per le proprie famiglie, che si mantengono in isolamento volontario, il blocco 16 riscontra la presenza di altri abitanti, come i Tagaeiri – Taromenane, sui quali gli effetti negativi sono quasi certi, poichè non conoscendo il petrolio, ignorano anche i rischi che il contatto con questa sostanza comporta.
La maggioranza degli indigeni che vive in queste zone non sa leggere nè scrivere, ignora la legge ambientale e i diritti che essa conferisce: solo alcuni giovani parla castigliano. La popolazione non conosce neanche i piani di contingenza che l’impresa dovrebbe mettere in atto in casi di incidenti industriali come questo.
Lo scorso 26 febbraio il presidente della nazionalità Waorani ha chiesto il permesso a Repsol di entrare nel Blocco 16 con i propri tecnici per visitare le comunità Waorani colpite dal disastro; nonostante non avesse mai chiesto di entrare all’interno degli impianti della Repsol, il permesso d’ingresso è stato negato lo stesso. Repsol YPF ostruisce tuttora il libero accesso al Parco Nazionale Yasuní nel territorio Waorani impedendo così il lavoro indipendente delle popolazioni indigene.
Grazie ai reclami presentati dalla comunità di Dicaro alla Defensoria Del Pueblo de Orellana, l’impresa Repsol, il 27 febbraio, ha concesso l’ingresso dei periti scelti dal Defensor del Pueblo per valutare l’entità del danno ambientale.
All’interno del denominato Blocco 16 questo disastro ambientale non è l’unico: nel blocco dove opera Repsol accadono altre cose indesiderabili. Lo scorso dicembre fu imprigionato il vecchio indigeno Nampay. Il suo delitto fu quello di esigere che la Repsol provvedesse a raccogliere la spazzatura che produce nel blocco petrolifero. L’otto di dicembre i militari ecuadoriani contrattati dalla Repsol per la propria sicurezza arrestarono il vecchio waorani e lo tennero nel carcere di Coca per più di due settimane.
È risultato poi che il Governo della Rivoluzione Cittadina dell’Ecuador aveva decretato lo stato d’emergenza, che consiste nel sospendere i diritti costituzionali ai cittadini, militarizzare l’area dove vige il decreto, con l’obiettivo di reprimere le popolazioni, colpite dalla contaminazione del petrolio, che effettuavano blocchi nella Parrocchia di Dayuma. Il decreto vigeva nella provincia di Orellana: qui è situato il blocco dove operano Repsol e la maggiorparte delle multinazionali.
Bisogna inoltre dire che nel Parco Nazionale Yasuní non arrivano i mezzi di comunicazione, pertanto le comunità indigene del luogo non hanno accesso all’informazione. Né i militari, né l’impresa né nessun delegato del governo si è mai preso il disturbo di informare la popolazione Waorani circa l’assenza di diritti e garanzie costituzionali. Il vecchio Nampay, più di 70 anni d’età, non parla il catigliano e non sa né leggere né scrivere, eppure i militari procedettero ad arrestarlo e incarcerarlo.
La maggioranza di coloro che furono detenuti durante lo stato d’emergenza, tra cui lo stesso Nampay, è stata poi denunciata per sabotaggio e terrorismo. All’interno dei 200mila ettari controllati da Repsol, sono sotto processo altri 4 indigeni, Orengo Tocari, Araba Omeway, Bainca Apa e Bogui Coba, gli stessi che organizzarono uno sciopero nelle proprie comunità a sostegno di una causa in corso contro la Repsol.
All’alba dello scorso 8 dicembre, i dirigenti waorani che vivono all’interno del Blocco 16, ignorando lo stato d’emergenza vigente nello Stato di Orellana, organizzarono una manifestazione contro l’impresa, accusata di non aver pagato il lavoro svolto dagli indigeni negli ultimi anni. Arrivarono dunque i militari i quali, con lancio di lacrimogeni, sgomberarono gli indigeni che rimasero nascosti nella giungla fino a che i militari non si ritirarono. Successivamente vennero eseguiti i mandati d’arresto per terrorismo nei confronti dei quattro dirigenti indigeni.
Adesso che l’Ecuador sta attraversando un processo di revisione dei contratti petroliferi, è priorità controllare la condotta ambientale e la responsabilità sociale che Repsol YPF ha verso le comunità danneggiate dalle sue operazioni. La revisione della licenza ambientale delle operazioni nel Parco Nazionale Yasuní e nel territorio Waorani è urgente, anche perché la licenza di operazioni nel Blocco 16 fu approvata agli inizi degli anni ’90.
Ultimo aggiornamento
23.10.2012 ore 20.44
AGENDA
Le nostre iniziative
ILÊ BRASIL: acqua e ancestralità

In un momento storico di attacco alle risorse della Madre Terra, le donne a vari livelli ritornano al centro della politica come nuove parole ed antiche pratiche in difesa della vita. L'acqua, oggetto di privatizzazioni e violenze, diventa un paradigma della vita svenduta agli interessi di pochi. La difesa di questo elemento diventa a sua volta la proposizione di una visione alternativa della produzione, della partecipazione, della gestione dei beni comuni.

Che richiama anche antiche ritualità, quando il femminile si fonde con il significato stesso del ciclo generatore della Natura.

ILÊ BRASIL: acqua e ancestralità, che verrà presentato a Trento dal 25 al 28 ottobre 2012, fa parte di una delle attività proposte dal gemellaggio di due gruppi di ricerca teatrale: una italiana la Bottega Buffa CircoVacanti di Trento e una brasiliana la Cia Buffa de Teatro di Salvador Bahia.

Insieme a Yaku ed altre realtà trentine, per tre giorni affronterà questa tematica da diversi punti di vista - culturalu, politici, sociali- insieme a molti compagni di viaggio e con la partecipazione straordinaria di Ekedy Sinha, rappresentante del Terreiro Ilê Axé Iyá Nassô Oká–Bra.

Giovedì 25 alle ore 16.30, con ACQUA MATER, tavola rotonda presso l'Università di Lettere e Filosofia di Trento (Via Tomaso Gar, 14 ), parleremo di acqua partendo dal ruolo delle donne in tre paesi chiave: Brasile, Colombia, Mozambico, fra solidarietà, territori di conflitto e megaprogetti, come la diga di Belo Monte in Brasile.

Un confronto che vede anche noi, donne europee ed italiane, al centro di un movimento di presa di coscienza delle nostre responsabilità. A partire dalla dichiarazione delle donne del mondo, presenti al Forum Alternativo Mondiale dell'Acqua di Marsiglia.


Firenze 10+10

A dieci anni di distanza da quell'enorme spazio di discussione e dibattito aperto che fu il primo Forum Sociale Europeo, reti, gruppi e movimenti fiorentini hanno avviato un percorso inclusivo per costruire nella città un appuntamento con cui rimettere insieme legami, riflessioni e azioni intorno alla costruzione di un'Europa sociale e dei beni comuni, come risposta alla crisi economica, sociale, ambientale e di democrazia in cui siamo immersi.

Questo evento si svolgerà nell'arco di quattro giorni nel prossimo mese di novembre e vi troveranno spazio attività autorganizzate e incontri di convergenza finalizzati al lancio di azioni e campagne europee e del bacino del Mediterraneo.

Ci rivolgiamo perciò a tutti coloro che vogliono contribuire a costruire e progettare insieme il percorso collettivo verso Firenze 10 + 10, alle donne e agli uomini che furono con noi protagonisti del FSE del 2002, ma anche a tutti i gruppi e i soggetti sociali che si sono affacciati sulla scena nazionale ed internazionale nel corso dei dieci anni trascorsi: insieme abbiamo davanti un altro decennio di lavoro comune. A tutti chiediamo di aderire alla costruzione di Firenze 10 + 10 portando il proprio contenuto di azione e le reti di relazioni con cui ciascuno opera, indirizzato anche all'organizzazione di eventi preparatori di avvicinamento.

E' un grande impegno che ci aspetta ma anche una sfida attraente: ricostruire uno spazio di discussione e azione in una fase in cui sui territori si manifestano gli effetti dei tanti volti della crisi, ma dove si attivano anche numerose forme di conflitto sociale e di proposta alternativa, capaci di assumere anche dimensioni di massa; lo dimostrano, ad esempio, l'affermazione al referendum del 2011 sull'acqua, la rete di opposizione alle grandi opere inutili, il diffuso contrasto alla privatizzazione dei servizi pubblici locali.

Sul sito www.firenze1010.eu, si possono trovare tutti i riferimenti per entrare in contatto con il gruppo di coordinamento, per conoscere luoghi e tempi degli incontri preparatori e per contribuire ai gruppi di lavoro a cui tutti possono fornire il loro apporto: programma; logistica; partecipazione e accoglienza; comunicazione; risorse.

Comitato promotore di “Firenze 10 + 10”

Contatto: info@firenze1010.eu


1 OTTOBRE ORE 13.30 CONFERENZA STAMPA / ORE 15.30 MANIFESTAZIONE IN CAMPIDOGLIO

La difesa dei beni comuni in Colombia per una vita degna delle popolazioni

Con gli incontri con le istituzioni trentine – il Servizio Solidarietà della Provincia di Trento e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Trento - che appoggiano il percorso della Commissione Justicia y Paz in Colombia, si è conclusa oggi la serie di incontri in Trentino “Acqua Giustizia e Pace – Beni comuni fra solidarietà e conflitto” che ha visto protagonista il sacerdote colombiano Padre Alberto Franco, esecutivo della Commissione.

Lunedì sera, l'incontro pubblico presso il Centro Formazione alla Solidarietà Internazionale, in Via San Marco, con la partecipazione di Padre Alex Zanotelli, in collegamento da Napoli, dove era in procinto di partire per la Marcia della Pace: “La mia solidarietà a Padre Alberto Franco, religioso che con coraggio vive nella guerra al fianco delle popolazioni – ha detto Padre Zanotelli, lanciando un appello accorato alla responsabilità a chi vive nella parte ricca del pianeta: “L'Occidente deve cambiare stile di vita, vivere in maniera più sobria. Noi qui a Napoli lottiamo quotidianamente contro l'immondizia, se non riduciamo drasticamente la produzione di rifiuti verremmo sommersi. Se non ci attiviamo, per il Sud del mondo non c'è futuro”.


La difesa dei beni comuni in Colombia per una vita degna delle popolazioni

Con gli incontri con le istituzioni trentine – il Servizio Solidarietà della Provincia di Trento e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Trento - che appoggiano il percorso della Commissione Justicia y Paz in Colombia, si è conclusa oggi la serie di incontri in Trentino “Acqua Giustizia e Pace – Beni comuni fra solidarietà e conflitto” che ha visto protagonista il sacerdote colombiano Padre Alberto Franco, esecutivo della Commissione.

Lunedì sera, l'incontro pubblico presso il Centro Formazione alla Solidarietà Internazionale, in Via San Marco, con la partecipazione di Padre Alex Zanotelli, in collegamento da Napoli, dove era in procinto di partire per la Marcia della Pace: “La mia solidarietà a Padre Alberto Franco, religioso che con coraggio vive nella guerra al fianco delle popolazioni – ha detto Padre Zanotelli, lanciando un appello accorato alla responsabilità a chi vive nella parte ricca del pianeta: “L'Occidente deve cambiare stile di vita, vivere in maniera più sobria. Noi qui a Napoli lottiamo quotidianamente contro l'immondizia, se non riduciamo drasticamente la produzione di rifiuti verremmo sommersi. Se non ci attiviamo, per il Sud del mondo non c'è futuro”.


Desde el sábado 22 de septiembre al martes 25 Justicia y Paz en Italia

Los bienes comúnes entre conflicto y solidaridad 

Desde el sábado 22 de septiembre al martes 25, el sacerdote colombiano Padre Alberto Franco, secretario ejecutivo de la Comisión Intereclesial de Justicia y Paz de Bogotá, estará presente en varias reuniones en el departamento  Trentino de Italia


Università estiva di Attac;

Università estiva di Attac: “Buttiamo a mare i mercanti!”

FORUM SOCIALE URBANO NAPOLI

Il diritto alla città per la difesa dei beni comuni: (Napoli, 3-7 settembre 2012): mercoledì 5 settembre tavola rotonda "Acqua diritto di tutti?" con Alex Zanotelli, Francesca Caprini, Valerio Balzametti, Paolo Carsetti, Maurizio Montalto, Consiglia Salvio


FORUM SOCIALE URBANO NAPOLI

Il diritto alla città per la difesa dei beni comuni: (Napoli, 3-7 settembre 2012): mercoledì 5 settembre tavola rotonda "Acqua diritto di tutti?" con Alex Zanotelli, Francesca Caprini, Valerio Balzametti, Paolo Carsetti, Maurizio Montalto, Consiglia Salvio


SPICCHI D'ACQUA
Hidronotizie dall’Italia
No Eni? NO Party!

Da alcuni giorni sul programma del Forum sulla Cooperazione che si terrà il 1 e il 2 ottobre a Milano campeggiano gli sponsor dell’iniziativa, attesa da molti come uno spartiacque per la rinascita dell’aiuto allo sviluppo italiano. Tre società sono note a tutti: Microsoft, Banca Intesa e soprattutto Eni. 


Roma non si vende

Oggi il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso sulle forzature procedurali, effettuate dalla maggioranza di alemanno nell'assemblea capitolina, per far passare la privatizzazione di ACEA.
Questo è l'ennesimo colpo per il Sindaco di Roma e le sue alleanze che vogliono speculare sull'acqua e i beni comuni.


Vicenza: NO alla base militare

Vicenza i No dal Molin tagliano la rete della base, entrano nell'area facendo molte scritte sulle costruzioni e attaccando striscioni.


"Roma non si vende!"

L'ampia coalizione di associazioni, movimenti, comitati, forze politiche e sindacali che ha lanciato nelle scorse settimane la campagna cittadina di informazione e mobilitazione contro la manovra di bilancio della Giunta Alemanno, ha sottolineato durante la conferenza stampa tenutasi alle 15.30 di oggi in Piazza del Campidoglio, la gravità della scelta, di responsabilità del gabinetto del sindaco Alemanno, di vietare al corteo in programma per il prossimo sabato 5 di maggio l'arrivo in Piazza del Campidoglio.


In Abruzzo si ripubblicizza!

L’assemblea dei sindaci della provincia di Pescara, il 16 aprile 2012, ha votato per “ la trasformazione di ACA S.p.A. in house in azienda pubblica di diritto pubblico in considerazione che tale modello aziendale accresce le possibilità di controllo da parte dei soci e dei cittadini rispetto all’operato della azienda stessa e consentirebbe forme di partecipazione diretta alla gestione di lavoratori, cittadini ed associazioni di tutela ambientale” .

 


La Radio del CSO Bruno!

http://centrosocialebruno.it/node/17680


venerdì 23 febbraio conferenza stampa a Dolomiti energia

 

Per il lancio dell’importante iniziativa di martedì 28 febbraio, ovvero l’autoconvocazione cittadina presso il Consiglio Comunale di Trento,  il Coordinamento trentino Acqua bene Comune sul tetto di Dolomiti Energia!

 


 


la val di Susa inondata di colore
Una folla di oltre 75.000 persone ha marciato da Bussoleno a Susa sabato scorso, in un pomeriggio assolato e ventoso, quasi estivo.

No alla grande Multiutility del nord

Leggiamo con preoccupazione il rapido delinearsi della grande Multiutility del nord, di cui l'integrazione di Iren e A2A, sponsorizzata da Fassino, Tabacci è il primo passo.

 


Al Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua il Premio Personaggio Ambiente 2011!!!!

OJOS INQUIETOS
Sguardi sull’america latina
Terremoto Colombia

Il 30 Settembre 2012 forte scossa in Colombia fortunatamente molto profonda

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Central Hidroeléctrica Neltume en Panguipulli,

Representantes de las comunidades mapuche huilliche afectadas por el proyecto Central Hidroeléctrica Neltume que la transnacional Enel-Endesa proyecta instalar en Panguipulli, concurrirán a las embajadas de Italia y España este este Viernes 18 de Mayo a las 10:00 horas para entregar una solicitud a los respectivos Estados para que la empresa de capitales Españoles e Italianos desista de la construcción de la central hidroeléctrica

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Argentina, Cordoba: agua derecho fundamental

Reclamo por agua potable en Cañada Larga: La municipalidad de mina clavero aprovisiona  en camiones "agua no apta para el consumo humano", osea agua de pozo sin tratar , donde muchas familias la terminan consumiendo por no contar con otra opcion con los riesgos de salud que esto conlleva...

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rassegna stampa di Stop Enel 30 aprile a Roma

“Sono qui a Roma in rappresentanza di diversi movimenti della Colombia, in particolare l’Assoquimbo che sta difendendo il territorio contro le multinazionali Enel e Endesa. Di recente gli abitanti sono stati brutalmente fatti sgomberare dalla regione, anche attraverso una campagna che è stata coordinata con gli addetti alla sicurezza delle stesse aziende ma anche con agenti dello Stato, con un bilancio di diversi feriti, di cui uno grave

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Miles marchan por el Agua en Ecuador

"A mí no me diste, a mi no me diste, todo el Oro que a la China diste, luego me engañaste, luego me mentiste, con la derecha amaneciste… con las mineras amaneciste"

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MARCHA PLURINACIONAL POR EL AGUA, LA VIDA Y LA DIGNIDAD DE LOS PUEBLOS

In Ecuador dall'8 marzo, dai quattro punti cardinali del Paese: verso Quito per l'Acxqua e la vita.

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El Quimbo inundará seis municipios del Huila

Para construir la hidroeléctrica de El Quimbo, en el Huila, será necesario inundar un área mayor que el tamaño de Pereira. La obra, según sus opositores, se construirá a costa de diversas alteraciones y cambios sociales, ambientales, económicos y culturales, a seis municipios: Gigante, El Agrado, Garzón, Tesalia, Altamira y Paicol; cubriendo un total de 8.586 hectáreas que serían inundadas.

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LA TIERRA, EL AGUA Y LA RESISTENCIA

Lo que está sucediendo en América Latina en relación con los bienes comunes (agua, tierra, biodiversidad) es algo más que una sucesión de conflictos locales. Por momentos la intensidad de los enfrentamientos da la impresión de que marchamos hacia una conflagración general, que por ahora tiene expresiones locales y regionales, pero que se repiten en casi todos los países.

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INIZIA IN PERÙ LA GRANDE MARCIA NAZIONALE PER L’ACQUA E PER LA VITA

l 1° febbraio dalla regione di Cajamarca, nel nord del Perù, partirà la Marcia Nazionale per l’Acqua e per la Vita, che scenderà dalle montagne fino alla costa per arrivare a Lima il giorno 9.

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FINALMENTE PIOVE, MA IN TANTE CASE PALESTINESI MANCA L’ACQUA

a scarsa disponibilità d’acqua è un problema comune a tutte le comunità palestinesi in Cisgiordania ma alcune realtà sono più colpite di altre. Il distretto di Betlemme – che comprende al suo interno i centri di Betlemme, Beit Sahour, Beit Jala, Ad Doha e Al Khader e i campi di rifugiati di Aida, Dheisheh e Al Azza – è in cima a questa ben poco onorevole lista.

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